Che tipo di donna è ?

Incredibile, incredibile … non ho parole.

Che tipo di donna è ?

Come si fa ad essere così crudele?

–> https://youtu.be/VD1ta2wZudk

 Utertitel italiano

Moderatore: Eccolo, Gerhard  ha 44 anni – buongiorno, Gerhard.

Pronto?

Si, ciao  Jürgen.

Papá: ciao  Jürgen.

Buono,  che ti sento .

Moderatore: È un piacere che sei qui – di che cosa si tratta?

Papá: Ebbene… Mi trovo allo stadio terminale di un tumore….

…Tumore  al pancreas.

Moderatore: Avrei una cortesia, Gerhard
… potresti abbassare il tono  della  tua  radio o TV completamente?

Papá: Si, bene adesso.

Moderatore: Ora possiamo parlare meglio tra di noi.

Papá: Sto ascoltando il tuo programma già da anni. E tu sei corretto, tu sei appena…

…Si, e adesso quanto riguarda me si avvicina piano  piano la fine .

Moderatore: Da quando sei già  malato, Gerhard?

Papá: Da due anni.

Sono legato  al letto,  sedia a rotelle, ed in parte  deambulatore 

Moderatore: Tu non riesci più a muoverti bene da solo?

Papá: No.

Moderatore: Come mai?

Papá: Prendo la morfina.

IHo superato  un infarto cardiaco, tutto il tempo. Inoltre ho avuto due ictus.

Moderatore: Ha a che fare con il cancro?

Papá: Si.

 Im mio sistema immunitario è indebolito, e  sì…

Moderatore: Vivi da solo?

Papá: Si.

Mia moglie mi ha lasciata, insieme con mio figlio.

Moderatore: Quando ti ha lasciato tua moglie ?

Papá: Loro vivono a Altenwegen, con mio figlio, ed io li amo ancora tutti e due…

… ma non hanno potuto accettare la mia malattia, con gli infarti…

Moderatore: Dici che da due anni sei così gravemente malato?

Quando ti ha lasciato  tua moglie?

Papá: Adesso sono quattro mesi o cinque mesi .

Moderatore: Quanti anni hai tuo figlio?

Papá: Mio figlio ha adesso 8 anni.

Moderatore: Come l’ha motivato lei? Che cosa ha detto  lei esattamente?

Papá: Jürgen,  sono stato nel Baden-Württemberg   in una clinica per pazienti afflitti  da ictus.

Non potevo farlo, sono stato rimasto in coma per tre settimane…

…ed ora , lei  ha conosciuto un altro uomo.

Moderatore: Esatto, l´hai detto in questo momento così .
Lei te l´ha detto in questa maniera?
Lei non lo può sopportare, la malattia, lei non ce la fa?

Papá: Si.

Moderatore: Quanti anni siete stati  insieme?

Papá: Dodici anni.

Moderatore: Tu non puoi vedere più tuo figli lui , non ti viene a trovare?

 Papá: No.

Moderatore: Lei te  lo impedisce?

Papá: Si.

Moderatore: Che tipo di donna è?

Papá: Non lo so.

Moderatore: Lei non ha per niente un cuore?

Papá: No.

Moderatore: Significa, che tu adesso vivi da solo nel tuo appartamento?

Papá: Si, io sono tutto solo nel mio appartamento.

Moderatore: Ci riesci , con questa grave malattia?

Papá: Che cosa devo fare?

Moderatore: Insomma, riesci ancora  a  recarti in  bagno?

Papá: Io ho  un sacchetto delle  urine attaccato al letto.

Moderatore: Ma  tu devi anche alzarti una volta?

Papá: Si, riesco ancora.

Moderatore: E chi fa gli acquisti?

Papá: Adesso lo fa  un badante nel mio caso.

Moderatore: Allora, passa qualcuno a trovarti, durante il giorno?

Chi ti viene a trovare allora, ancora ?

Papá: Nessuno.

Moderatore: Sei  tutto solo?

Papá: Io sto da solo.

Da solo.

Moderatore: Non ci sono parenti , amici?

 Papá: No, non ne ho più.

Io sono totalmente da solo.

Moderatore: Ed i tuoi genitori, non vivono più?

Papá: No.

…ed io volevo semplicemente sentire la tua voce,
affinchè io posso parlare ancora una volta con te.

Moderatore: Si, é buono, che tu ce l’hai fatta,
mi rallegro, che tu ci sia, questo è in ogni modo positivo.

Torniamo ancora a tua  moglie. Lei ti ha lasciato quattro mesi fa?

Papá: Si.

Moderatore: Ti ha telefonato?

Papá: No.

Moderatore: Il giovanotto ti ha chiamato?

Papá: No, lei impedisce tutto.

Moderatore: Ti devo dire, sono veramente sconcertato  che qualcuno fa queste cose.

Papá: Il suocero è anche morto di tumore.

Ed adesso  lei pensava …

Jürgen, devo prenderla alla larga , mia nonna è morta.

Lei viveva in casa con noi.

Nico era molto piccolo a quel tempo,  lui ha  trovato  la nonna.

Lei  è caduta con la  faccia, lei ha raggiunto i  novantatré anni e Nico l`ha trovata.

Sì e poi, un paio di  mesi dopo e morto il suocero.

Ora lei era dell´opinione che Nico non può più sopportarlo questo.

 Si, ma io sono tuttavia  il padre

Moderatore: Tu sei  il padre.
Trovo che il bambino doveva  naturalmente sperimentare questo ,
e anche doveva stare con il padre.

I tuoi rapporti con il tuo giovanotto  erano buoni?

Papá: Molto buoni.

Moderatore: Ciò significa che, che per il ragazzo adesso è terribile,
che lui non ti possa vedere.

Lei non fa soltanto un grandissimo torto solo a te, ma anche al ragazzo.

Papá: Si,  che cosa devo fare, Jürgen.

Io  vorrei verderlo una sola volta, prima di morire.

Moderatore: C´è una persona che potrebbe agire come mediatore,
che rispettate tutti e due?

Papá: Ci ho provato . Io frequentavo la  diaconia, e poi  poi ho la Croce Rossa…

Ho provato  tutto, lei impedisce tutto.

Moderatore: Allora quelli della  Croce Rossa e della diaconia ci  hanno già tentato?

Papá: Si, lei impedisce tutto.

Moderatore: Significa, che  le persone hanno parlato con tua moglie?

Papá: Si.

Ci ho provato anche attraverso i servizi sociali, ho tentato tutto,
ma lei impedisce tutto.

Moderatore: Anche i servizi sociali non erano  in grado di  aiutarti?

Papá: No.

Moderatore: C´è una persona del suo ambiente , dove tu puoi  dire,
questa persona lei la  rispetta molto?

 Papá: All’epoca era soltanto mio suocero, altrimenti nessuno.

Moderatore: Ma lui è perfino morto?

Papá: Si, ma da quel momento non va più niente.

Lei vuole proteggere il figlio, vorrebbe proteggere Nico,
affinché una ciò  non succeda ancora una volta.

Moderatore: Ma Nico, il figlio, si chiederà ora ,come sta suo padre,
che cosa è successo e perchè non può andare  dal padre si domanderà .

Papá: Non lo so, Jürgen.

Si, sicuramente lui  lo chiederà.

Si, ma io non riesco neanche ad addormentarmi, non va,
io devo tuttavia vedere mio figlio ancora una volta, spiegargli  tutto.

Moderatore: Per il momento, ricevi assistenza e trattamento  medico?

PapáSi,si.

Moderatore: Viene un medico  da te a casa tua?

PapáSi, ricevo assistenza ambulatoriale, io ricevo  da mangiare.

Moderatore: Questo medico ,sono questi diversi medici ,che vengono da te? 

PapáSi tratta di un medico.

Moderatore: Hai un buon rapporto con lui ?

PapáSi, e anche lui l`ha giá tentato.

Moderatore: Anche lui ci ha già provato?

PapáSi.

Moderatore: Come ci provano loro? Ci vanno allora lì?

PapáCi siamo andati i, ma  lei non ci ha aperto la porta.

Moderatore: Potevi  lì partire insieme?

 PapáSi.

Moderatore: Come andò ?

PapáCon la sedia a rotelle, mi hanno portato lì in un furgone e poi lei
non ha aperto la porta.

Moderatore: Sei  certo se lei era a casa?

PapáSi, lei ha gridato  dalla finestra della cucina  „Noi non vogliamo ciò“

Moderatore: Incredibile, incredibile … non ho parole. 

Come si fa ad essere così crudele?

PapáNon lo so.

Moderatore: Raccontami  ancora qualcosa della tua malattia
… la tua malattia è piuttosto  in fase altamente avanzata?

PapáSi, mi trovo in fase terminale.

Moderatore: Hai  dolori  intensi?

PapáSi, ce l’ho.

Moderatore: Nonostante la morfina, io ho dolori.

Cosa hanno fatto con te?

PapáMi è sta sottoposta una chemioterapia, questa l’ ho fatta.

Poi è venuto l´infarto cardiaco e mi hanno impiantato un pacemaker  cardiaco.

Defribilatore, man non lo potevano regolare troppo alto,
perchè il mio cuore è troppo debole.

È semplicemente troppo avanzato.

Moderatore: Hai pensato al fatto – a prescindere dalla situazione triste –
che non puoi vedere tuo figlio?

Ci hai fatto delle riflessioni, su come dovrà andare avanti con te  in futuro?

Puoi rimanere nell’appartamento?

PapáJürgen, io mi trovo già in una struttura, dove dovrei essere.

Moderatore: A così, tu non sei più nel tuo appartamento privato?

PapáNo, io sono … posso dirlo?

Moderatore: Sì, naturalmente !

PapáMi trovo a Bethel-Bielefeld, qui è una struttura per malati di tumore, che si trovano in fase terminale.

Moderatore: Ho capito, questo mi rassicura. Io so, che tu sei in buone mani.

Papá: Sì.

Moderatore: Se ora fossi completamente da solo a casa tua, così avevo capito,
questo sarebbe molto più complicato.

Papá: No, sono a Bethel, in una struttura.

…per le  persone, le quali sono consapevoli che sta per finire.

Ho qui la mia camera.

Io vivo insieme con altri due, loro sono anche nella fase terminale.

Moderatore: Hai chiesto al  tuo medico quanto tempo ti resterà ancora?

Papá: Sette settimane.

Moderatore: Sette settimane, come lo si può dire?

Papá: A causa delle  metastasi  e …

Moderatore: Lo presumono circa  così, perché  nessuno lo può dire così esattamente.

Papá: No, no, ma  fino a sette settimane.

Moderatore: Il tuo desiderio più grande sarebbe di  vedere tuo figlio ancora una volta?

Papá: Si.

 Moderatore: È il tuo desiderio più grande?

Papá: Sì.

Uno dei tuoi desideri si è concretizzato. Ti ho sentito ancora una volta.

Ti seguo già  da anni. Ho preso i tuoi libri.

Moderatore: Sentimi , Gerhard. Per il momento ho solo un´idea.
Hai giá fatto tanto …

Papá: Si.

Moderatore: Ti prometto  adesso , che tentiamo ,
di  prendere  contatto con tua moglie.

Papá: Come lo fate?

Moderatore: Lo organizzeremo di nascosto, di telefonarti e dirti,
come noi lo facciamo.

Questo è un tentativo. Lei  può naturalmente allo stesso modo bloccarci,
come con la diaconia, la croce rossa o con il tuo dottore.

Papá: Lei impedisce sempre, vorrei vedere mio figlio soltanto  una volta.
Soltanto una volta vedere mio figlio.

Vorrei ancora una volta coccolarlo.

Questo è il mio giovanotto.

Moderatore: Credo, che tutte le persone di cuore lo possano comprendere,
ciò che tu dici.

Gerhard, questa è l´unica cosa che posso fare ora.

Papá: Sì.

Moderatore: È un tentativo, forse  riusciamo a convincerla.

Forse possiamo fare qualcosa, ma non  ti posso promettere nulla.

Ti prometto, che noi ci proviamo.

Papá: Jürgen, ma lei ci abbassa di nuovo il telefono.

Moderatore: Ma noi ci proviamo.

Papá: Come padre, ne  ho certamente  il diritto.

Moderatore: Si, mi stupisco pure io. Hai parlato con i servizi sociali.
Come sta la situazione giuridica, non lo posso giudicare.

Non lo so.

Papá: Quelli dei servizi sociali hanno detto ,che questo sarebbe traumatizzante,
poiché Nico  ha già subito troppo.

Moderatore: A posto, stammi a sentire,  Gerhard.
Adesso ti prego di abbassare la cornetta,…

…poi verrai contattato dal mio staff.

Papá: Si.

Moderatore: Ti  prometto che ce ne occuperemo e che faremo il tentativo.

Mi auguro di  tutto cuore per te che il tuo prossimo desiderio si concretizzerà.

Te lo auguro di tutto  cuore, abbassa la cornetta e poi ti telefoniamo subito.

Papá: Jürgen, rimani sempre così.

Non ridi più, sei veramente matto.

Moderatore: Gerhard, adesso riattacchi e noi ti rispondiamo subito.

Papá: Si, va bene,  grazie ,Jürgen.

Moderatore: Ti auguro tanta forza.

Papá: Grazie.

Moderatore: Ciao.

Papá: Ciao.

 

parole chiavePAS Parental alienation Syndrome alienazione – padre – figlio – custodia – donna – insensibile – legislazione – diritto di famiglia – fase finale -cancro – radio show – Sindrome di alienazione genitoriale – fase terminale –   Tumore  al pancreas – Radio – Consultorio giovanile – chemioterapia – coccole – Video – italiano – papa Violazione dei diritti umani – femminismo

sottrazione di minori – Tre anni di reclusione

 

Va avanti la battaglia di Marco Di Marco

San Benedetto – Bimbo sottratto, il tribunale condanna una donna slovacca

Tre anni di reclusione. E’ la condanna che il tribunale di Ascoli Piceno ha inflitto ad una donna slovacca. E‘ accusata di aver portato il figlio all’estero contro il volere del marito, il sambenedettese Marco Di Marco. Il noto fisioterapista, da allora, porta avanti una battaglia anche attraverso l’associazione Adiantum che aiuta i papà separati. La causa di divorzio aveva, infatti, stabilito di affidare il piccolo al padre cioè l’ex marito della donna. Da qui l’accusa di sottrazione di minore e mancata ottemperanza di un ordine del giudice. Reati per cui è stata riconosciuta colpevole.

Il bambino, che oggi ha cinque anni e mezzo, ha lasciato l’Italia nell’estate del 2012 e da 4 anni il padre non riesce a rivederlo. Marco ha lanciato appelli e cercato di contattare il piccolo ma senza successo. Anche in Slovacchia sono in corso due processi contro la donna. Procedimenti partiti dalla denuncia di Marco Di Marco che chiedeva solo di poter fare il padre, di poter abbracciare suo figlio e di poterlo veder crescere.  L’obiettivo del sambenedettese è che anche il tribunale slovacco emetta un’ordinanza di rimpatrio del bambino in Italia attenendosi a quanto disposto dai giudici di Ascoli nella causa di divorzio.

Il giudice Bartoli ha condannato la donna ad altri nove mesi di reclusione (pena sospesa) riconoscendola colpevole del reato di diffamazione per aver partecipato ad una trasmissione condotta da Barbara D’Urso nella quale aveva accusato il marito di aver portato via il bambino. Il minore era invece in vacanza insieme al padre a Napoli. Una vacanza pianificata e per la quale c’era l’assenso della madre. Al rientro dalla Campania, il fisioterapista consegnò il bambino alla donna, come stabilito in precedenza. Qualche tempo dopo la scomparsa di madre e figlio che fecero rientro in patria.

14 maggio 2016 11:01

 http://www.veratv.it/notizia/2016/05/14/0052544/San-Benedetto—Bimbo-sottratto,-il-tribunale-condanna-una-donna-slovacca.aspx

google translate in Deutsch
Kindesentführung‬ Italien – Mutter in der Slowakei bekommt 3 Jahre Haft!

 

Sottrazione di minore, padre italiano senza i figli

‎Roberto Nocciolini
‎Roberto Nocciolini – 2014
Das Jugendamt behauptete ausdrücklich, dass seine Kinder vor ihm Angst hatten, sonderbar ?
Un sintetico resoconto delle complesse vicende concernenti il mio assistito Roberto Nocciolini, padre deiminori Nocciolini Elena e Daniele, vittima di una sottrazione di questi ultimi da parte della ex compagna Andrea Fischer, cittadina austriaca.

Già nel 2001, anno in cui finì la convivenza more uxorio, la sig.ra Fischer aveva sottratto i bambini portandoli in Austria senza il consenso del padre e, più in generale, essa ha da subito iniziato a creare problemi rilevanti al Nocciolini ed ai figli, mantenendo un atteggiamento bellicoso e vessatorio nei confronti dell’ex convivente e mostrandosi inadeguata al ruolo di genitore.
Il Tribunale per i minorenni di Firenze ha stabilito in un primo momento l’affidamento condiviso di Elena e Daniele con collocamento presso la madre (decreto del 7.04.-6.05.11), imponendo significativamente a quest’ultima di garantire ai minori l’attuale ambiente di vita, ma con provvedimento del 28.02.13 ha stabilito che i minori debbano essere collocati presso il padre.
Fino a luglio 2012 il padre ha frequentato i figli e ne ha seguito la crescita con attenzione, sviluppando con essi un ottimo rapporto.
Tuttavia, nonostante i minori crescessero sereni e ben inseriti nel contesto abituale di vita e avessero rapporti affettivi molto forti con il padre in particolare, nonostante gli stessi si opponessero fermamente ad un ipotetico spostamento verso l’Austria e nonostante il Tribunale per i minorenni avesse imposto la
permanenza dei bambini in Italia, la sig.ra Fischer, nell’agosto 2012, ha condotto e trattenuto, con l’inganno e senza il consenso del padre nè dell’Autorità Giudiziaria, Elena e Daniele in Austria con il pretesto di una vacanza (mentre invece, come emergerà in seguito, ella aveva organizzato un trasferimento vero e proprio).
Dall’agosto 2012, quindi, Elena e Daniele sono trattenuti illecitamente nella patria materna e ai medesimi sono stati arbitrariamente proibiti di fatto dalla madre i contatti con il genitore italiano (e con tutti i parenti italiani oltre che con gli amici, i quali telefonano spesso al padre in cerca di notizie).
Nonostante il comportamento della madre fosse considerato dal Tribunale per i minorenni di Firenze estremamente pregiudizievole per i minori (così il provvedimento del 16-26.10.12) e nonostante le numerose richieste di rimpatrio munite di certificato secondo la normativa comunitaria (ex reg. CE n. 2201/03), l’Austria ha ripetutamente negato il rimpatrio stesso ed il riconoscimento dei provvedimenti provenienti dall’unica Autorità Giudiziaria competente, ovvero il Tribunale per i minorenni di Firenze, arrogandosi una competenza
che non ha base alcuna e ponendosi in contrasto con la normativa comunitaria.
Peraltro, in due dei quattro gradi di giudizio svoltisi in Austria, è stato ordinato il rimpatrio dei minori Elena e Daniele nel territorio statale della repubblica italiana, con decisioni in seguito riformate.
Elena e Daniele risultano, inoltre, avere inspiegabilmente assunto il cognome della madre, senza che il sig.
Nocciolini neppure fosse stato richiesto del consenso.
I bambini vengono tenuti in uno stato di evidente e preoccupante pressione psicologica che, assieme alla disattivazione delle utenze conosciute al padre, impedisce loro di mantenere il legame, che era molto forte e intenso, con il genitore italiano.
Purtroppo,ogni giorno che passa è un giorno che allontana Elena e Daniele dal padre, essendo questi sottoposti ad un pressante condizionamento, come si evince dal fatto, altrimenti inspiegabile, che i bambini, affezionatissimi al padre finchè sono stati in Italia, adesso – secondo pareri austriaci mai documentati – lo rifiuterebbero.
In tempi recenti, il sig. Nocciolini ha presentato ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, denunciando la violazione da parte dell’Austria dei diritti fondamentali suoi e dei suoi figli, ed in particolare il diritto a un equo processo (art. 6 Convenzione), il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 Convenzione), il diritto a non subire discriminazioni (art. 14 Convenzione), e del reg. n. 2201/2003. Il menzionato ricorso è stato rigettato senza motivazioni dalla Corte.
Inoltre, è stato contattato l’Ufficio del Mediator for Parental Child Abduction al fine di tentare una mediazione, tentativo vanificato dall’opposizione immotivata della madre.
Il Tribunale per i minorenni di Firenze con provvedimento n. 2024/2014 del 15.04.2014 (munito di certificato ai sensi dell’art. 39) ha disposto l’affidamento esclusivo dei minori al padre pronunciandosi su ricorso ai sensi degli artt. 317 bis e 330 ss. c.c., e con provvedimento n. 2025/2014 del 15.04.2014 (munito di certificato ai sensi dell’art. 42, par. 1) ha prescritto il ritorno dei minori in Italia pronunciandosi su ricorso ai sensi dell’art.
11 commi VII e VIII del reg. CE n. 2201/2003.
A questo punto, dunque, abbiamo un provvedimento immediatamente efficace ed esecutivo che ordina il rimpatrio dei bambini e contro il quale l’Austria non può opporsi.


Avv. Irene Margherita Gonnelli
Studio Legale
Loc. Salceto, 85
53036 Poggibonsi (SI)
tel. 0577.992224 fax 0577.934155

cell. 3333625346

Quelle: Roberto Nocciolini

 

Tags: Kindesentführung