Sottrazione di minore, padre italiano senza i figli

‎Roberto Nocciolini
‎Roberto Nocciolini – 2014
Das Jugendamt behauptete ausdrücklich, dass seine Kinder vor ihm Angst hatten, sonderbar ?
Un sintetico resoconto delle complesse vicende concernenti il mio assistito Roberto Nocciolini, padre deiminori Nocciolini Elena e Daniele, vittima di una sottrazione di questi ultimi da parte della ex compagna Andrea Fischer, cittadina austriaca.

Già nel 2001, anno in cui finì la convivenza more uxorio, la sig.ra Fischer aveva sottratto i bambini portandoli in Austria senza il consenso del padre e, più in generale, essa ha da subito iniziato a creare problemi rilevanti al Nocciolini ed ai figli, mantenendo un atteggiamento bellicoso e vessatorio nei confronti dell’ex convivente e mostrandosi inadeguata al ruolo di genitore.
Il Tribunale per i minorenni di Firenze ha stabilito in un primo momento l’affidamento condiviso di Elena e Daniele con collocamento presso la madre (decreto del 7.04.-6.05.11), imponendo significativamente a quest’ultima di garantire ai minori l’attuale ambiente di vita, ma con provvedimento del 28.02.13 ha stabilito che i minori debbano essere collocati presso il padre.
Fino a luglio 2012 il padre ha frequentato i figli e ne ha seguito la crescita con attenzione, sviluppando con essi un ottimo rapporto.
Tuttavia, nonostante i minori crescessero sereni e ben inseriti nel contesto abituale di vita e avessero rapporti affettivi molto forti con il padre in particolare, nonostante gli stessi si opponessero fermamente ad un ipotetico spostamento verso l’Austria e nonostante il Tribunale per i minorenni avesse imposto la
permanenza dei bambini in Italia, la sig.ra Fischer, nell’agosto 2012, ha condotto e trattenuto, con l’inganno e senza il consenso del padre nè dell’Autorità Giudiziaria, Elena e Daniele in Austria con il pretesto di una vacanza (mentre invece, come emergerà in seguito, ella aveva organizzato un trasferimento vero e proprio).
Dall’agosto 2012, quindi, Elena e Daniele sono trattenuti illecitamente nella patria materna e ai medesimi sono stati arbitrariamente proibiti di fatto dalla madre i contatti con il genitore italiano (e con tutti i parenti italiani oltre che con gli amici, i quali telefonano spesso al padre in cerca di notizie).
Nonostante il comportamento della madre fosse considerato dal Tribunale per i minorenni di Firenze estremamente pregiudizievole per i minori (così il provvedimento del 16-26.10.12) e nonostante le numerose richieste di rimpatrio munite di certificato secondo la normativa comunitaria (ex reg. CE n. 2201/03), l’Austria ha ripetutamente negato il rimpatrio stesso ed il riconoscimento dei provvedimenti provenienti dall’unica Autorità Giudiziaria competente, ovvero il Tribunale per i minorenni di Firenze, arrogandosi una competenza
che non ha base alcuna e ponendosi in contrasto con la normativa comunitaria.
Peraltro, in due dei quattro gradi di giudizio svoltisi in Austria, è stato ordinato il rimpatrio dei minori Elena e Daniele nel territorio statale della repubblica italiana, con decisioni in seguito riformate.
Elena e Daniele risultano, inoltre, avere inspiegabilmente assunto il cognome della madre, senza che il sig.
Nocciolini neppure fosse stato richiesto del consenso.
I bambini vengono tenuti in uno stato di evidente e preoccupante pressione psicologica che, assieme alla disattivazione delle utenze conosciute al padre, impedisce loro di mantenere il legame, che era molto forte e intenso, con il genitore italiano.
Purtroppo,ogni giorno che passa è un giorno che allontana Elena e Daniele dal padre, essendo questi sottoposti ad un pressante condizionamento, come si evince dal fatto, altrimenti inspiegabile, che i bambini, affezionatissimi al padre finchè sono stati in Italia, adesso – secondo pareri austriaci mai documentati – lo rifiuterebbero.
In tempi recenti, il sig. Nocciolini ha presentato ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, denunciando la violazione da parte dell’Austria dei diritti fondamentali suoi e dei suoi figli, ed in particolare il diritto a un equo processo (art. 6 Convenzione), il diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8 Convenzione), il diritto a non subire discriminazioni (art. 14 Convenzione), e del reg. n. 2201/2003. Il menzionato ricorso è stato rigettato senza motivazioni dalla Corte.
Inoltre, è stato contattato l’Ufficio del Mediator for Parental Child Abduction al fine di tentare una mediazione, tentativo vanificato dall’opposizione immotivata della madre.
Il Tribunale per i minorenni di Firenze con provvedimento n. 2024/2014 del 15.04.2014 (munito di certificato ai sensi dell’art. 39) ha disposto l’affidamento esclusivo dei minori al padre pronunciandosi su ricorso ai sensi degli artt. 317 bis e 330 ss. c.c., e con provvedimento n. 2025/2014 del 15.04.2014 (munito di certificato ai sensi dell’art. 42, par. 1) ha prescritto il ritorno dei minori in Italia pronunciandosi su ricorso ai sensi dell’art.
11 commi VII e VIII del reg. CE n. 2201/2003.
A questo punto, dunque, abbiamo un provvedimento immediatamente efficace ed esecutivo che ordina il rimpatrio dei bambini e contro il quale l’Austria non può opporsi.


Avv. Irene Margherita Gonnelli
Studio Legale
Loc. Salceto, 85
53036 Poggibonsi (SI)
tel. 0577.992224 fax 0577.934155

cell. 3333625346

Quelle: Roberto Nocciolini

 

Tags: Kindesentführung

 

Ein Gedanke zu “Sottrazione di minore, padre italiano senza i figli

  1. Conosco il signor nocciolini e conoscendolo so che possa essere una persona molto aggressiva e pericolosa che vuole sempre avere il comando su tutti e tutto e conoscendo anche i figli capisco che abbiano paura del padre. Io penso che la Signora Fischer abbia fatto bene a portargli via da lui ,e proprio una cosa del genere dovrebbe dimostrare quanto la madre ami i figli e che faccesse tutto per il loro bene nonostante conoscendo le conseguenze.

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